L’Isola e il Festival

Il progetto del Festival Letterario Gita Al Faro nasce dall’entusiasmo di donne coraggiose. Non è un caso, visto che la prima ad essere confinata a Ventotene fu una donna di nome Giulia, figlia unica dell’imperatore Augusto. Non è un caso nemmeno che il nome del Festival sia il titolo del libro di una grande scrittrice come Virginia Woolf. L’isola di Ventotene è battuta costantemente dal vento, un vento malinconico che porta gli echi lontani del carcere di Santo Stefano, soppresso nel 1965 ma mai effettivamente dimenticato dagli abitanti del posto.

Oggi l’isola, abbandonata l’immagine di “prigione”, ha fortemente bisogno di rigenerarsi e ritrovarsi in una nuova identità. Le varie realtà locali guardano con favore e sostengono l’ambizioso progetto del Festival Letterario Gita Al Faro, che rappresenta una svolta dopo le recenti vicissitudini che hanno caratterizzato il destino dell’isola negli ultimi anni. C’è un grande impegno da parte di tutti nel lavorare per la riqualificazione e la valorizzazione del territorio, anche attraverso un atteggiamento sostenibile nei confronti del turismo.

L’isola di Ventotene, infatti, è ormai meta abituale di chi non ama il clamore di località patinate, ma predilige invece una natura ruvida e vera. Così come la gente che la abita. La manifestazione prosegue la finalità di tutela e rilancio del patrimonio storico, artistico e ambientale dell’isola di Ventotene, attraverso la cultura, seppure in un luogo così piccolo: la libreria L’Ultima Spiaggia e la Biblioteca Comunale. Realtà che sottolineano il legame di questo luogo con la letteratura. Ventotene è forte di antiche tradizioni e proprio negli ultimi anni l’isola ha assistito ad una grande ripresa, in particolare da parte di giovani produttori, della coltivazione della terra per la produzione di lenticchie. D’altra parte le lenticchie di Ventotene sono famose in ogni dove per il loro sapore ee per le caratteristiche organolettiche. La zuppa di lenticchie è, infatti, una tappa quasi obbligata per qualsiasi esperienza gastronomica si voglia intraprendere sull’isola. Il progetto si propone, quindi, di promuovere la bellezza impareggiabile di queste ricchezze sociali, culturali, storiche e naturalistiche attraverso un turismo sensibile.